Posso controllare lo Z…

Diciamoci la verità! Io ho una dipendenza verso lo zucchero ed i dolciumi in generale.

Sono ligia e brava con le porzioni, con tutti i pasti della giornata, ma non so dire di no ad un (due, tre) dolcino soprattutto alla sera dopo una estenuante giornata di lavoro, con la roba dolce che mi chiama da dispensa e frigorifero.

In altre circostanze (se non fosse sposata) mi limiterei a non avere per nulla in casa cibi “pericolosi”, ma non sono sola in casa e non vedo perché devo castigare anche il mio caro marito.

Mi rendo conto che liberarmi dello zucchero (e dei dolci) fuori pasto è un po’ come chiedere a qualcuno di smettere di fumare e che il mio è proprio un vizio. Ma so anche che abbandonare una cattiva abitudine è difficile solo all’inizio, giusto il tempo di sostituirla con sane abitudini, la cui adozione è maggiormente facilitata dai vistosi ed immediati benefici.

Dall’anno scorso ho preso ben 8 chili, nonostante la palestra/piscina costante. Nonostante completi con le verdure pranzo e cena anche quando consumo fuori casa il pranzo. Da dove derivano quegli otto chili? In parte dal fatto che, per motivi di lavoro, devo cenare ben oltre il tempo limite dettato dal mio bioritmo (cioè alle 21:00 invece che alle 19:30) e in parte (per la maggior parte) dal dolcino extra che mi consola alla sera. It’s no good! Nemmeno per l’umore, visto che poi vedere che la zip non viene su non mi fa certo stare serena ed allegra!

Per cui, ecco la risoluta decisione di moderare (quasi eliminare) lo zucchero ed i dolciumi. Ed eccomi al mio secondo giorno senza zuccheri extra, se non quelli già previsti dal mio piano alimentare e cioè la colazione dolce (ma non eccessiva) e un cucchiaino di zucchero per il caffè di metà pomeriggio (anche perché la mia stessa nutrizionista si è detta contraria all’eliminazione totale degli/dello zucchero).

La parte davvero ardua è la sera, ma per non mandare a monte una giornata di strenua resistenza (che onestamente non richiede troppo sacrificio), ho deciso di applicare un mantra mutuato dagli incontri degli alcolisti anonimi, per fortuna visti solo in TV.

Gli AA per motivarsi si dicono che dobbiamo accettare il fatto che ci sono cose che non possiamo controllare semplicemente con le nostre forze. Tuttavia, una cosa che possiamo certamente controllare è lo zero, il giorno zero, il giorno in cui abbiamo ceduto di nuovo e dobbiamo ricominciare tutto da capo. Il mio giorno zero sarà il giorno in cui non seguirò il mio piano alimentare ed in particolare il giorno in cui cederò allo zucchero extra, non previsto dal piano (per cui fuori dalla colazione e dal dessert della domenica).

Posso controllare lo zero. Posso controllare lo zucchero!

Il numero dei giorni consecutivi in cui sono stata brava dipende solo da me e dalla mia forza di volontà. Cedere di nuovo non significa fare un passetto indietro, ma tornare allo zero e per che cosa? Per un effimero momento di non reale soddisfazione delle papille? Per non poter avere la consapevolezza di essere più forte di un biscotto che mi tenta?

Ho sempre pensato di non poter essere minimamente capace di liberarmi dai dolciumi. Voglio stupirmi! Voglio esser capace di cose incredibili ed impensabili! Volete unirvi a me in questa piccola grande sfida quotidiana?

Chiudendo vorrei scusarmi se qualcuno può trovare un tantino esagerato o fuori luogo il paragone tra l’alcolismo e la mia “dipendenza” dallo zucchero. E’ ovvio che le conseguenze non sono altrettanto dannose sia per sé stessi che per chi ci sta intorno. Ma il meccanismo mentale è molto simile, e le dipendenze sono dipendenze. Alcune fanno male alla salute, altre al portafogli, alcune ad entrambi, ma una dipendenza è comunque una mina vagante per il nostro benessere, il fatto che sia meno nociva di altre non esclude che non debba essere corretta, no?

Buona settimana e buon benessere a tutti e a presto con una nuova, interessantissima ricetta!

 

Annunci

Crudaiola saporita

Semplice semplice, buona buona, senza sbattimento! Volendo può essere adatta anche per un pranzo fuori porta o in ufficio,  calda o fredda. La provate oggi stesso?

Ingredienti (per 2 porzioni)  
160g pasta corta
150g pomodorini
60g speck a cubetti
40g scamorza affumicata a cubetti
q.b. rucola
2  cucchiai olio evo
q.b. sale e pepe
1 spicchio di aglio (facoltativo)

crudaiola

Procedimento  
1. Mentre cuoce la pasta tagliare la scamorza a dadini e lo speck a listarelle spesse. Sgrassare leggermente lo speck su una piastra o una padella antiaderente.
2. Raccogliere il tutto in una ciotola sufficientemente grande e buttarvi dentro la pasta scolata al dente.
3. Condire con olio a crudo, rucola fresca e pepe. Servire calda o fredda.
4. Se non vi piace il sapore dell’olio crudo potete farlo insaporire in una padella con uno spicchio d’aglio e lasciarlo sfrigolare per qualche istante prima di condire la pasta.

Bavarese allo yogurt

Ogni tanto un dolcetto ci vuole, anche se si è a dieta! Aiuta a tenere alto il morale e a non sentirsi frustrati o in continua penitenza!

Questa bavarese che vi propongo è l’ideale per non sentirsi in colpa: non ci sono uova, non c’è cioccolato! Potete utilizzare yogurt e panna light o vegetali! Quello che c’è è un gusto meraviglioso ed appagante! Provare per credere!

bavarese alle fragole

Ricetta presa ed adattata da Scuola di Pasticceria
Ingredienti 

per la bavarese
250g yogurt bianco (magro) muller
200ml panna (anche vegetale non zuccherata)
50g miele
8g gelatina in fogli

 

per la salsa alle fragole
400g fragole (anche congelate o altro frutto)
1 limone
q.b. zucchero o fruttosio
 

Procedimento 

  1. Ammollare la gelatina in acqua fredda per almeno 10 minuti.
    Scaldare il miele in un pentolino o al microonde e sciogliervi all’interno la gelatina.
  2. Unire il miele allo yogurt con una frusta quindi unire la panna montata.
  3. Trasferire il tutto in uno stampo rettangolare lungo circa 22 cm o in stampini monoporzione e lasciar rassodare in frigo (8h) o in freezer (2 ore).
  4. Al momento del servizio immergere per pochi secondi lo stampo in acqua carda e smodellare la mattonella sul piatto di servizio.
    Per guarnire frullare una parte delle fragole con limone e zucchero, unire le altre fragole tagliate a pezzi e servire la bavarese a fette con il culis di fragole, eventualmente servito in una salsiera a parte, in modo che chi ne gradisce di più possa servirsi.
 

Cavolfiori stufati con le olive

cavolfiori stufati

Ricetta tratta da Alice Cucina Magazine di Novembre, firmata S.M. Teutonico. Gustosissimi e semplicissima da preparare. Un ottimo contorno o, in porzioni più piccole, un originale e sanissimo aperitivo da accompaganre ad altre verdure. Enjoy!

Ingredienti:

  • 500g cavolfiore
  • 200g olive taggiasche
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 2 spicchi d’aglio
  • peperoncino
  • olio evo (secondo il vostro piano alimentare)
  • sale

Procedimento:

  1. Pulite il cavolfiore, dividetelo in cimette ed eliminate il torsolo.
  2. Fate imbiondire l’aglio con l’olio in una casseruola, aggiungete il cavolfiore e saltare a fuoco vivo. Dopo 5 min aggiungere le olive.
  3. Regolate di sale, aggiungete un pizzico di peperoncino e proseguite la cottura per altri 10 min. Aggiungete mezzo bicchiere d’acqua e lasciate che tutto si ammorbidisca e si leghi.
  4. Servire con una buona manciata di prezzemolo.

Questi me li sono pappati con il riso al forno. Spettacolari!

The Beauty Detox Solution – In attesa di una edizione italiana

Oggi niente ricetta. Voglio parlarvi del libro che sto leggendo in questi giorni e di cui spero di potervi parlare più diffusamente d’ora in avanti.

Il libro è “The Beauty Detox Solution” l’autrice Kimberly Snyder (i più attenti lettori di gossip holliwoodiano sapranno che trattasi di una “healty-guru” molto in voga tra le star di Hollywood).

Devo dire che il motivo per il quale mi sono imbattuta in Kimberly Snyder è assolutamente avulso dalla dieta/alimentazione/bellezza. Cercavo in rete delle foto di un attore X e mi sono ritrovata nel suo blog dove la fa da padrone il costante inneggiare al GGS (Glowin Green Smoothies): un frullato di verdure e frutta che sembra avere degli effetti miracolosi su chi lo beve, in termini di maggiore energia da spendere e miglioramento generale della pelle, dei capelli… Naturalmente ha questi magnifici “poteri” se associato al metodo di cui Kim si fa portatrice (anche se c’è gente che ne ha tratto vantaggio semplicemente aggiungendolo alla nromale routine quotidiana, ma non è certo una pozione magica!).

Sbirciando qua e là negli articoli postati sul suo blog, mi sono ritrovata d’accordo con lei su alcune questioni e del tutto spiazzata nel soffermarmi a ragionare su altre, tanto da sentire il desiderio di approfondire e cercare il suo libro.

L’intenzione era di sfogliarlo (se possibile) alla Feltrinelli e di lì decidere se procedere all’acquisto, ma, come accennavo nel titolo, l’edizione italiana non esiste (non ancora). Quindi ho scaricato Kindle sul mio iPad e con esso l’estratto de The Beauty Solution. In meno di due ore, nonostante la tarda ora, carta di credito alla mano, ho acquistato l’intero libro che conto di terminare al più presto.

Il fine del metodo della Snyder? Consentire al nostro corpo di spendere l’energia che gli diamo attraverso il cibo nella maniera ottimale, il che significa sentirci (essere) più concentrati, più attivi, più forti, liberi dalle tossine e belli. Più sani, più belli, per dirla con la Lambertucci! Il perseguimento di questo fine avviene innanzi tutto attraverso la scelta dei cibi giusti ma anche attraverso il giusto modo di mangiarli (=in quale momentoi della giornata, in quale ordine/combinazione) per evitare sia che la nostra energia venga tutta “sprecata” nel processo digestivo, sia che con un cibo apparentemente “sano” immettiamo in realtà nel nostro organismo sostanze che lo fanno lavorare male (=spreco di energia).

Quello che mi ha colpito è stato innanzi tutto sapere che nella vita dell’autrice c’è stata una svolta epocale: è passata dall’essere grassa, con una brutta pelle e dei brutti capelli ad essere una donna secondo me favolosa e dalla bellezza raggiante. Tutto questo mangiando i giusti alimenti ma soprattutto nel modo giusto.

Altro punto a favore di Kim è il fatto che ha viaggiato per tre anni e mezzo in giro per il mondo (non da Vip! anzi con pochi soldi in tasca) visitanto paesi, comunità e tribù asiatiche ed africane, di volta in volta apprendendo quali fossero gli elisir di lunga e sana vita di queste popolazioni. Informazioni che lei una volta acquisite, ha approfindito con studi e ricerche personali una volta tornata negli Stati Uniti, creando e mettendo a punto questo metodo.

Questo per dirvi che una fiera e strenua sostenitrice della dieta mediterranea come me, una che non ne vuole sentire di eliminare questo o quell’alimento, che ha sempre pensato di mangiare in maniera corretta (tanto più dopo il consulto con una nutrizionista) leggendo questo libro ha iniziato a valutare seriamente la possibilità di liberarsi da alcuni schemi mentali “tradizionali” e provare qualcosa di nuovo. Questo per due motivi principali: 1) trovo vere e fondate le cose sinora lette in base anche alla mia esperienza personale ed alle mie conoscenze; 2) mi ritrovo a non riuscire più a scendere di peso pur seguendo un piano alimentare “corretto” per cui sono aperta a nuovi esperimenti.

Senza trascurare il fatto che il metodo proposto non nuoce alla salute e non è poi così distante dalla mia amata dieta mediterranea. Giusto per darvi delle indicazioni secondo gli schemi a cui siamo abituati a pensare, trattasi di un’alimentazione tendenzialmente vegetariana-dissociata, dove le proteine di orgine animale sono in un certo senso il peggior cibo per la nostra bellezza/energia in quanto il nostro apparato digerente è più simile a quello degli animali vegetariani e che perciò fa parecchia fatica (e produce parecchie tossine) nella digestione dei cibi di provenienza animale.
Questi ultimi non sono completamente banditi (non dall’inizio e comunque non è detto che si debba necessariamente percorrere tutte le fasi del metodo che Kim propone) ma è preferibile assumerli in momenti precisi della giornata, seguendo delle semplici regolette di cui spero di potervi dire con maggiore dettaglio in futuro.

Chiudo dicendovi che non ho ancora avviato questo percorso, vorrei leggere ancora un paio di capitoli prima di cominciare! Però ho applicato alcune accortezze ed effettivamente, per quanto mi abbia costretto a rimescolare alcune carte nelle mie convinzioni alimentari, ho riscontrato già i primi benefici e le prime conferme nel piccolo della mia esperienza.

Credo/spero che ne verrà qualcosa di buono da questo fortuito incontro.

***

Il sito di Kimberly Snyder: http://www.kimberlysnyder.net/blog/

Il suo libro su amazon (eBook): http://www.amazon.it/The-Beauty-Detox-Solution-ebook/dp/B004P5NY7W

Crema di cannellini

Lo so che siamo ancora in piena calura, ma visto che arriverà Beatrice a breve a portare un po’ di fresco, magari vi andrà di sperimentare questa crema di cannellini che ho provato qualche giorno fa. La ricetta è presa da una confezione di pastina all’uovo Barilla, completamente vegetariana (se si usa pasta di semola anche vegana), adattabilissima a qualsiasi piano alimentare.

Se utilizzate fagioli già cotti la preparazione vi richiederà pochissimi minuti (anche se per salvaguardare il gusto meglio utilizzare dei fagioli cotti da voi, magari preparati in abbondanza in precedenza!). In più è un modo simpatico per far mangiare i legumi ai bambini o comunque proporre un piatto “light” al resto della famiglia senza che nessuno ne abbia a male! ;D

Ingredienti per 4 persone:

  • 200g quadretti o altro formato da minestra
  • 500g fagioli cannellini già cotti
  • 100g carote
  • 20g cipolla
  • uno spicchio di aglio
  • 4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva (o secondo il vostro piano alimentare)
  • sale e pepe
  • rosmarino

Procedimento:

  1. Rosolate in una casseruola la cipolla e l’aglio e unite i cannellini, le patate tagliate a cubetti ed un litro d’acqua (o brodo). Aggiustare di sale e pepe e cuocere per 15 minuti. Quindi frullate il tutto ottenendo una crema.
  2. Tagliate la carota a cubetti e saltatele in padella con un cucchiaio di olio. Nel frattempo cuocete la pasta.
  3. Servite la pasta adagiandola sul letto di crema di cannellini. Guarnite con le carote saltate in padella, del rosmarino e, volendo, un filo di olio a crudo .
  4. A piacere servite con dei crostini di pane o con dell’olio piccante.

quadretti in zuppa di cannellini

LampadinaCompletare il pasto con una porzione di verdura (cruda o cotta) e del formaggio (se il vostro piano alimentare prevede un secondo).

LampadinaPer farne un piatto unico potete unire alla crema dei gamberi o degli scampi! Occhiolino

Il dessert più furbo che c’è, fresco, light, appagante e facile da preparare. Il vostro momento gelato tutte le volte che volete anche se siete a dieta. In più da una banana ricavate due “gelati”, dimezzando le calorie ma raddoppiando la durata del vostro spuntino! Provare per credere! Scoprite la ricetta sul blog di Ravanello Curioso!

ravanellocurioso

Bentrovati amici Ravanelli. Non lo dico più che “prima o poi la smetto di pubblicare gelati, ghiaccioli, sorbetti e & co“, almeno fino a quando le temperature estive non saranno scese sotto i 100 gradi. E così vi torturo con la nuova proposta: la Banana Gelée!

Qualche giorno fa mi è tornato alla mente un dolcetto che mangiavo da piccola: lo stecco-banana del supermercato e ne mantengo ancora oggi un buon ricordo, nonostante io ami pochissimo le banane (sia per gusto, sia per le politiche di produzione, distribuzione, ecc … ecc…) e ne compri praticamente MAI.

Detto-fatto, solo per onorare quel ricordo lontano, ho deciso di auto-produrmi la banana gelata! E, ve l’assicuro, è persino più facile che comprarla, è di una semplicità disarmante ed è una vera golosità. Ma c’è di più: quando addentate la vostra Banana Gelée, si scioglie in bocca che è una meraviglia. Guardate…

View original post 345 altre parole