Insalata di riso basmati e Pollo affumicato al te nero

E lo so, lo so… è molto tempo che non pubblico una nuova ricettina light! Ma torno alla grande con questa buonissima insalata di riso

2014-03-01 12.39.40

Vi invito a provare questa insalata di riso e pollo. Il nome della ricetta può far apparire la ricetta più complessa di quello che in realtà è, ma vi garantisco che è un piatto che si prepara in poco tempo, con ingredienti che probabilmente avete già, adatta anche per la pausa pranzo fuori studio, perché va servita fredda o tiepida. La ricetta l’ho presa, dalla rivista Alice Cucina. 

Ingredienti per 4 persone

400g petti di pollo  
120g riso (basmati) + 1 cucchiaio  
q.b. olio (secondo vostro piano alimentare)  
1 limone  
q.b. erba cipollina (io non l’ho messa)  
q.b. rucola, prezzemolo, basilico  
1 cucchiaio di te nero  
2 cucchiaini zucchero di canna (serve per l’affumicatura, non inciderà sulla vostra dieta!)  
q.b. sale  

Procedimento:

1. Lessare il riso. Cuocere i petti di pollo al vapore in un cestello per circa 20 min. (io l’ho lessato proprio sulla pentola del riso in cottura, in quanto ho usato fettine di pollo e non petti interi. Ad ogni modo, se il riso dovesse cuocere prima del pollo, una volta scolato il riso dovete recuperare l’acqua di cottura e portare a termine la cottura del pollo).  
2. Condite il riso con olio, limone e (mia variante) un trito di prezzemolo e basilico.  
  pollo vapore1  
2. Quando il pollo è ben cotto, rivestite con un foglio di carta stagnola il fondo di una padella. Aggiungete un cucchiaio di te nero, due cucchiaini di zucchero e 1 cucchiaio di riso (basmati). Mescolate i vari ingredienti, coprite con un coperchio e lasciate scaldare a fuoco dolce. Non appena inizia a formarsi del fumo disponete sulla padella il cestello con il pollo già cotto. Coprite e fate affumicare per 20 min (anche 10 sono sufficienti, più resta più si impregna di fumo).
  affumicatura1  
3. Servire il pollo adagiato sul riso condito come sopra e cospargete con qualche fogliolina di rucola ed eventualmente il trito di erbe che vi è avanzato. Buon appetito  

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Posso controllare lo Z…

Diciamoci la verità! Io ho una dipendenza verso lo zucchero ed i dolciumi in generale.

Sono ligia e brava con le porzioni, con tutti i pasti della giornata, ma non so dire di no ad un (due, tre) dolcino soprattutto alla sera dopo una estenuante giornata di lavoro, con la roba dolce che mi chiama da dispensa e frigorifero.

In altre circostanze (se non fosse sposata) mi limiterei a non avere per nulla in casa cibi “pericolosi”, ma non sono sola in casa e non vedo perché devo castigare anche il mio caro marito.

Mi rendo conto che liberarmi dello zucchero (e dei dolci) fuori pasto è un po’ come chiedere a qualcuno di smettere di fumare e che il mio è proprio un vizio. Ma so anche che abbandonare una cattiva abitudine è difficile solo all’inizio, giusto il tempo di sostituirla con sane abitudini, la cui adozione è maggiormente facilitata dai vistosi ed immediati benefici.

Dall’anno scorso ho preso ben 8 chili, nonostante la palestra/piscina costante. Nonostante completi con le verdure pranzo e cena anche quando consumo fuori casa il pranzo. Da dove derivano quegli otto chili? In parte dal fatto che, per motivi di lavoro, devo cenare ben oltre il tempo limite dettato dal mio bioritmo (cioè alle 21:00 invece che alle 19:30) e in parte (per la maggior parte) dal dolcino extra che mi consola alla sera. It’s no good! Nemmeno per l’umore, visto che poi vedere che la zip non viene su non mi fa certo stare serena ed allegra!

Per cui, ecco la risoluta decisione di moderare (quasi eliminare) lo zucchero ed i dolciumi. Ed eccomi al mio secondo giorno senza zuccheri extra, se non quelli già previsti dal mio piano alimentare e cioè la colazione dolce (ma non eccessiva) e un cucchiaino di zucchero per il caffè di metà pomeriggio (anche perché la mia stessa nutrizionista si è detta contraria all’eliminazione totale degli/dello zucchero).

La parte davvero ardua è la sera, ma per non mandare a monte una giornata di strenua resistenza (che onestamente non richiede troppo sacrificio), ho deciso di applicare un mantra mutuato dagli incontri degli alcolisti anonimi, per fortuna visti solo in TV.

Gli AA per motivarsi si dicono che dobbiamo accettare il fatto che ci sono cose che non possiamo controllare semplicemente con le nostre forze. Tuttavia, una cosa che possiamo certamente controllare è lo zero, il giorno zero, il giorno in cui abbiamo ceduto di nuovo e dobbiamo ricominciare tutto da capo. Il mio giorno zero sarà il giorno in cui non seguirò il mio piano alimentare ed in particolare il giorno in cui cederò allo zucchero extra, non previsto dal piano (per cui fuori dalla colazione e dal dessert della domenica).

Posso controllare lo zero. Posso controllare lo zucchero!

Il numero dei giorni consecutivi in cui sono stata brava dipende solo da me e dalla mia forza di volontà. Cedere di nuovo non significa fare un passetto indietro, ma tornare allo zero e per che cosa? Per un effimero momento di non reale soddisfazione delle papille? Per non poter avere la consapevolezza di essere più forte di un biscotto che mi tenta?

Ho sempre pensato di non poter essere minimamente capace di liberarmi dai dolciumi. Voglio stupirmi! Voglio esser capace di cose incredibili ed impensabili! Volete unirvi a me in questa piccola grande sfida quotidiana?

Chiudendo vorrei scusarmi se qualcuno può trovare un tantino esagerato o fuori luogo il paragone tra l’alcolismo e la mia “dipendenza” dallo zucchero. E’ ovvio che le conseguenze non sono altrettanto dannose sia per sé stessi che per chi ci sta intorno. Ma il meccanismo mentale è molto simile, e le dipendenze sono dipendenze. Alcune fanno male alla salute, altre al portafogli, alcune ad entrambi, ma una dipendenza è comunque una mina vagante per il nostro benessere, il fatto che sia meno nociva di altre non esclude che non debba essere corretta, no?

Buona settimana e buon benessere a tutti e a presto con una nuova, interessantissima ricetta!